ATTENTI A QUEI DUE CON LE CANNE IN MANO

MIRKO DELLA BARTOLA E LUCA PISCAGLIA ATTORI SUL PO

“SE LE BOLOGNESI SONO TRA LE MANI DEI ROMAGNOLI SI PIEGANO DI SICURO “

ATTENTI A QUEI DUE CON LE CANNE IN MANO

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MIRCO CONTROLLA LA SITUAZIONE DELL’ACQUA

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MIRCO CON UN BEL BARBO

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ANCHE QUI LE CARPE

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MIRCO CON UN BEL ASPIO DEL PO

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PROPRIO UNA BELLA PESCATA

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LUCA E’ PUR SEMPRE L’EX CAMPIONE ITALIANO CARPE

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MA CI SA FARE ANCHE CON I BARBI

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ANCHE LUCA NON HA SCHERZATO

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QUESTI SONO GALLEGGIANTI GIUSTI DA FIUME PO

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AVRAI VOGLIA DI SCHERZARE…. QUESTI SONO QUELLI GIUSTI

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MA PARTE O NON PARTE STO C…. DI GALLEGGIANTE

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NON PARTE

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MEGLIO UN PO’ DI RELAX

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MI SA CHE CI TORNO ANCORA IN QUESTO POSTO

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SOTTO IL PONTE DI “BARACCA”……..

In piena estate il grande fiume che divide l’emilia dal veneto inizia la sua fase discendente.
Le acque si schiariscono e la corrente tende a rallentare.
Ecco le condizioni migliori per rispolverare le canne bolognesi “strong” da sei e sette metri per provare a scontrarsi frontalmente con la forza bruta dei grossi barbi che abitano le acque del Po.
In Romagna tra i tanti, la mattina del 19 luglio, mancavano all’appello Mirco Della Bartola e Luca Piscaglia, due forti agonisti in forza il primo nella Pesca Sport Ferrara e il secondo nella Città del Rubicone.
Normalmente sono antagonisti nelle competizioni del campionato ma grazie a questa occasione, hanno saldato un’alleanza allo scopo di fare sfracelli di pesce sulla spiaggia prescelta nei pressi di Occhiobello in provincia di Rovigo.
Giunti sul posto di prima mattina osservano l’andamento dell’acqua e dopo un breve conciliabolo decidono di montare galleggianti da 12 grammi per cercare di passare rimanendo in pesca.
Una lenza più leggera avrebbe sollevato l’esca dal fondo e i pesci avrebbero fatto fatica ad abboccare all’amo.
La speranza di riuscire a catturare qualche pesce è molto elevata e non a caso i due romagnoli non si sono certamente presentati a mani vuote.
La corrente è ancora sostenuta, i barbi sott’acqua hanno fame e le canne hanno voglia di togliersi la ruggine di dosso. Senza discutere si frullano 10 chili di pastura al formaggio a testa unitamente a diverse calze per alimentare il posto con bigattini.
Ogni pescata tra amici, se non si trasforma in competizione, non riesce a trasformare in allegria una giornata che diversamente si sarebbe caraterizzata per la monotonia.
La pesca ha inizio, le passate si susseguono, ma le affondate del tappo tardano ad arrivare.
La pastura viene buttata a bocce molto dure unitamente alle retine gonfie di sassi e bigattini.
Le passate sulla scia della pastura, lasciata sul fondo, iniziano a vedersi.
Prima Mirko e poi a ruota Luca sono alle prese con i primi pesci di giornata: un aspio di ragguardevoli dimensioni finisce nella nassa. Ma l’obiettivo di questa pescata sono i grossi baffoni. Il barbo, nella specie definita europea, è molto presente nel fiume e pare non sia troppo difficile catturarlo una volta entrato in pastura.
Così è!
Uno dopo l’altro i pesci cominciano a fare il loro dovere, le canne dimostrano di esere ancora all’altezza, e piano piano nella nassa vengono riposti diversi esemplari tra i quali anche carpe, carassi, breme, aspio e alcuni grossi barbi.
La pescata continua finchè dura la pastura fondamentale per tenere il pesce in zona pesca.
A mezzogiorno terminata la pescata.
Mirko e Luca si guardano e contenti e decidono di ritornare sul posto del delitto altre volte nelle prossime settimane per altri incontri ravvicinati di terzo tipo.
Una bella domenica, quella trascorsa in riva al grande fiume, a caccia di pesci extra large e dove ogni affondata del galleggiante è sempre un’emozione.

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